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Giordano Isolamenti Insufflaggio dal 1994

La muffa negli angoli non si toglie con l’antimuffa

Il prodotto spray toglie la macchia. Poi torna, di solito nello stesso punto e nella stessa stagione, perché la causa non era la macchia: era che quel pezzo di muro è troppo freddo.

Questa pagina spiega quando l’isolamento risolve davvero il problema e quando invece non serve a niente. È scritta con i numeri di misure altrui, non con i nostri.

Perché la muffa sui muri torna dopo che l’hai tolta

L’aria di casa contiene vapore acqueo: lo produci respirando, cucinando, facendo la doccia, stendendo il bucato. Finché resta vapore non si vede. Ma quando quell’aria tocca una superficie abbastanza fredda, il vapore torna liquido e si deposita. È la stessa cosa che succede a un bicchiere freddo d’estate.

La muffa non ha bisogno di goccioline visibili: le basta che l’aria a contatto col muro resti a lungo molto umida. La norma tecnica fissa la soglia: umidità relativa superficiale dell’80%, oltre la quale c’è rischio di crescita fungina.

Quindi la catena è: muro freddo → aria umida a contatto → muffa. Il prodotto antimuffa agisce sull’ultimo anello. L’isolamento agisce sul primo.

Perché la muffa sceglie gli angoli e i mobili

Un angolo disperde su due lati, quindi è più freddo del resto della parete. Dietro un armadio l’aria non circola e il muro resta più freddo ancora. Non è un caso, ed è così noto che la norma prescrive di fare il calcolo proprio in quella condizione: la verifica del rischio muffa si esegue con una resistenza superficiale di 0,25 m²K/W, un valore scelto per rappresentare l’effetto di angoli, mobili, tende e controsoffitti.

UNI EN ISO 13788, § 5.1 e § 4.4.1

Quattro umidità diverse, e su una sola possiamo qualcosa

È la parte che decide tutto. Prima di parlare di isolamento bisogna capire di quale umidità si tratta, e si capisce quasi sempre guardando dove sta.

Come riconoscerle, e cosa fa l’isolamento su ciascuna
Tipo Come si presenta Cosa fa l’insufflaggio
Condensa superficiale Macchie scure negli angoli alti, dietro i mobili, intorno ai serramenti. Peggiora d’inverno, sparisce d’estate Aiuta, sul campo di parete. È il caso in cui l’intervento incide davvero, e il § 03 dice di quanto
Condensa sui ponti termici Righe o macchie che seguono un pilastro, una trave, il bordo del solaio. Spesso disegnano la struttura dell’edificio sul muro Quasi nulla. Pilastri e travi sono in cemento armato e non hanno camera d’aria: non c’è niente da riempire. Vedi § 04
Risalita capillare Fascia continua alla base del muro, alta da mezzo metro a un metro e mezzo. Intonaco che si sfarina, sale bianco che affiora Niente. La norma su cui si fonda tutto questo ragionamento esclude esplicitamente l’acqua dal terreno dal proprio campo di applicazione
Infiltrazione Macchia isolata, spesso a soffitto o intorno a una finestra, che compare o peggiora dopo la pioggia Niente. Va trovata e chiusa la via d’acqua, ed è un altro mestiere

Se stai leggendo e ti sei riconosciuto nelle ultime due righe, ti abbiamo appena fatto risparmiare una telefonata. Non è un modo di dire: metà del lavoro di chi fa solo questo mestiere è dire alla gente che il problema è un altro.

Di quanto sale la temperatura del muro

Non pubblichiamo misure nostre, perché non le abbiamo prese con strumenti tarati. Ma esistono misure fatte da altri su edifici reali, ed è più onesto citare quelle.

Misura termoflussimetrica su appartamento del 1961, prima e dopo l’insufflaggio
Trasmittanza della parete da 1,28 a 0,28 W/m²K quanto calore attraversa un metro quadro di muro
Temperatura della superficie interna da 16,5 a 19,3 °C quasi tre gradi in più sulla faccia del muro che tocchi
Flusso di calore disperso da 16 a 4,5 W/m²
Fonte Manuale ANIT sull’isolamento in intercapedine Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico

Quei tre gradi sono la differenza fra una superficie che d’inverno resta sotto la soglia critica e una che ci sta sopra. Sul campo di parete, cioè sulla porzione di muro fra un pilastro e l’altro, il rischio di condensa scende in modo concreto.

Sui ponti termici di pilastri e travi non cambia quasi niente

Questa è la parte che nel nostro settore non viene mai scritta, e che invece decide se l’intervento risolverà il tuo problema o no.

Stessa misura, ma sul nodo strutturale invece che sul campo di parete
Temperatura minima sul nodo trave di bordo da 14,6 a 14,9 °C tre decimi di grado, con 0 °C fuori e 20 °C dentro
Conseguenza dichiarata dalla fonte Sul rischio di condensa e muffa del nodo, la condizione non cambia manuale ANIT, stessa campagna di misura
Riscontro indipendente Nodo muro-pilastro: da 15,22 a 15,30 °C prova su fibra di cellulosa pubblicata su Ingenio

Tradotto: mentre il campo di parete guadagna quasi tre gradi, il pilastro ne guadagna tre decimi. Se la tua muffa disegna una riga verticale che segue un pilastro, o orizzontale che segue il bordo del solaio, l’insufflaggio non te la toglierà. Preferiamo dirtelo prima del preventivo che dopo il lavoro.

C’è di più, e lo diciamo lo stesso: nelle stesse misure il ponte termico, in termini relativi, peggiora, perché la parete intorno migliora e il nodo no. Non significa che stai peggio di prima in assoluto: significa che quel punto diventa il più debole di tutti, e va affrontato con un altro intervento.

Come capire in quale caso sei

  1. 01 Guarda dove sta la macchia

    In basso a fascia continua: risalita. Negli angoli alti e dietro i mobili: condensa. Su una riga che segue la struttura: ponte termico. A soffitto dopo la pioggia: infiltrazione.

  2. 02 Guarda in che stagione peggiora

    La condensa è un fenomeno invernale: compare quando fuori fa freddo e sparisce a primavera. La risalita c’è tutto l’anno.

  3. 03 Prova a spostare il mobile

    Se la macchia è esattamente dietro l’armadio e non altrove, è quasi certamente condensa da superficie fredda. Tenere l’armadio a qualche centimetro dal muro, da solo, a volte migliora la situazione.

  4. 04 Aera comunque

    Qualunque sia la causa, una casa produce vapore e va cambiata l’aria. Non risolve un muro freddo, ma riduce la quantità di vapore che ci finisce contro.

Se il muro è già bagnato

L’isolante lavora male da bagnato, e riempire l’intercapedine di una parete con umidità di risalita significa nascondere il problema, non risolverlo. In quel caso la risalita va affrontata prima, con chi fa quel mestiere. Poi, se ha ancora senso, si torna a parlare di isolamento.

01 L'insufflaggio elimina la muffa?

No, e chi lo dice sta semplificando. Riempire l'intercapedine alza la temperatura della superficie interna del muro, e su quella superficie la condensa si forma molto meno. Ma se la muffa è su un pilastro, su una trave o in uno spigolo, quelli sono ponti termici in cemento armato senza camera d'aria: l'insufflaggio non li tocca. E se l'umidità sale dal basso per capillarità, l'isolamento non c'entra nulla.

02 Perché la muffa si forma proprio negli angoli e dietro i mobili?

Perché lì la superficie è più fredda: l'angolo disperde su due lati e il mobile impedisce all'aria di lambire il muro. La norma tecnica lo sa e lo prescrive: la verifica del rischio muffa si fa con una resistenza superficiale di 0,25 m²K/W proprio per rappresentare l'effetto di angoli, mobili e tende.

03 Come faccio a capire di che umidità si tratta?

Guarda dove sta. Una fascia continua alla base del muro, con l'intonaco che si sfarina e a volte sale bianca, è risalita capillare. Macchie scure negli angoli alti, dietro l'armadio o intorno alle finestre, che d'inverno peggiorano e d'estate spariscono, sono condensa. Una macchia isolata sul soffitto dell'ultimo piano che compare dopo la pioggia è un'infiltrazione. Solo la seconda è il nostro campo.

04 Se isolo le pareti, la casa non ventila più e l'umidità aumenta?

È un rischio documentato per gli interventi che sigillano l'involucro, soprattutto la sostituzione dei serramenti. Sull'insufflaggio in intercapedine non abbiamo trovato studi che misurino una riduzione del ricambio d'aria, quindi non lo diamo né per certo né per escluso. Vale comunque la regola di sempre: una casa va aerata, isolata o no.

Se non capisci di che umidità si tratta, la guardiamo

La verifica è gratuita e serve prima di tutto a capire se il problema è nostro. Se dalla visita risulta che è risalita, o un’infiltrazione, o un ponte termico su cui non possiamo incidere, te lo diciamo e non ti costa niente.