Insufflaggio dell’intercapedine a Pinerolo
È l’intervento che facciamo dal 1994 e l’unico su cui ci siamo specializzati. Riempiamo il vuoto fra i due strati del muro perimetrale con materiale isolante, iniettato in pressione da fori di circa quattro centimetri, fino a saturare la camera. Nella maggior parte dei casi una giornata di lavoro, a volte due. Nessun ponteggio, e non devi uscire di casa.
Perché il tuo muro è vuoto dentro
Dagli anni Cinquanta ai primi anni Novanta in Italia si è costruito quasi sempre con la muratura a cassa vuota: due strati di laterizio separati da una camera d’aria di qualche centimetro. Serviva a tenere fuori la pioggia e ad alleggerire la parete, e all’epoca il riscaldamento costava poco abbastanza da non farsi domande.
Il problema è che l’aria ferma isola, ma l’aria in movimento no. Dentro un’intercapedine vuota si innesca un moto convettivo: l’aria si scalda contro lo strato interno, sale, si raffredda contro quello esterno, scende. È una piccola pompa che porta il calore da dentro a fuori, tutto l’inverno.
Riempire quel vuoto ferma la convezione. Il muro smette di essere una via di fuga e torna a fare il muro. È il motivo per cui l’intervento è così efficace in rapporto a quanto costa: non aggiunge uno strato alla casa, rimette in funzione uno strato che c’era già.
- Strato esterno — forato e richiuso a fine lavoro
- Materiale in pressione — iniettato fino a saturazione
- Intercapedine satura — l’aria non si muove più: il calore resta dentro
- Strato interno — resta com’è, non lo tocchiamo
Insufflaggio, cappotto termico esterno o interno
Quasi tutti arrivano qui dopo aver chiesto un preventivo per il cappotto ed essersi spaventati. Sono tre lavori diversi e non è vero che uno sia sempre meglio degli altri. Il cappotto interno è quello con cui ci confrontiamo più spesso, perché anche noi lavoriamo quasi sempre da dentro casa: la differenza è che una controparete isolata i centimetri te li toglie dalla stanza, mentre l’intercapedine quei centimetri li ha già, vuoti, e aspetta solo di essere riempita.
| Insufflaggio in intercapedine | Cappotto termico esterno | Cappotto termico interno | |
|---|---|---|---|
| Durata del cantiere | Una giornata, a volte due | Settimane | Giorni, stanza per stanza, più la tinteggiatura finale |
| Ponteggio | No | Sì, con relativo costo e pratica | No: si lavora da dentro |
| Aspetto della facciata | Invariato | Rifatto, con spessore aggiunto su davanzali e gronde | Invariato |
| Assemblea di condominio | Non necessaria se intervieni sulla tua unità dall’interno | Necessaria: modifica la parte comune | Non necessaria: resta dentro la tua unità |
| Prestazione ottenibile | Limitata dallo spessore dell’intercapedine esistente | Superiore: lo spessore dell’isolante lo scegli tu | La scegli tu con lo spessore, ma quello spessore lo togli alla stanza |
| Ponti termici di pilastri e solai | Restano | Risolti, perché la fascia isolante è continua | Restano, e in più il pilastro non isolato diventa relativamente più freddo del muro isolato: è lì che la condensa si sposta |
| Spazio che perdi in casa | Nessuno: riempie un vuoto che nel muro c’è già | Nessuno: lo spessore va tutto in facciata | Ogni parete trattata avanza verso di te dello spessore del pannello più la finitura |
| Cosa si smonta e si rimonta | Si spostano i mobili dalla parete. Battiscopa, termosifoni e prese restano dove sono | Dentro casa niente. Fuori: pluviali, davanzali, gronde | Battiscopa, termosifoni, prese e interruttori, spesso gli stipiti delle porte |
| Effetto sulla condensa | L’isolante sta dentro il muro: la faccia interna si scalda e la condensa negli angoli si riduce | È la soluzione migliore su questo punto: la muratura resta dalla parte calda | Lascia la muratura dalla parte fredda e sposta il punto di rugiada verso l’interno. Non è un difetto automatico, ma è il caso in cui il calcolo di verifica va fatto prima di posare, non dopoUNI EN ISO 13788, § 5.1 |
| Quando conviene un altro | — | Se devi comunque rifare la facciata, o se l’intercapedine è troppo sottile, il cappotto è la scelta giusta. Non lo facciamo noi e te lo diciamo lo stesso. | Se l’intercapedine non c’è o è troppo sottile, la controparete isolata è spesso l’unica strada da dentro. Nemmeno questa la facciamo noi. |
Cosa iniettiamo, e come lo scegliamo
CEL · λ 0,038 – 0,045 W/mK · intervallo di categoria, UNI EN 15101-1
Fiocchi di fibra di cellulosa
Carta riciclata trattata con sali di boro. Intercapedini regolari e sottotetti. Ecologica, traspirante, buon comportamento acustico.
LDV · λ 0,034 – 0,040 W/mK · intervallo di categoria, UNI EN 14064-1
Fiocchi di lana di vetro
Vetro riciclato fuso e fibrato. La scelta più frequente in intercapedine: incombustibile, non igroscopica, stabile nel tempo.
LDR · λ 0,038 – 0,045 W/mK · intervallo di categoria, UNI EN 14064-1
Fiocchi di lana di roccia
Roccia basaltica fusa e fibrata. Densità maggiore della lana di vetro: si preferisce dove conta anche l'attenuazione acustica.
SUG · λ 0,040 – 0,050 W/mK · intervallo di categoria, dichiarazione del produttore
Sughero in granuli
Corteccia di quercia da sughero, granulata. Materiale naturale, imputrescibile. Si sceglie quando il committente lo chiede espressamente.
VER · λ 0,060 – 0,070 W/mK · intervallo di categoria, UNI EN 14317-1
Vermiculite espansa
Minerale espanso ad alta temperatura. Incombustibile e molto stabile. Isola meno degli altri a parità di spessore: si usa in casi particolari.
Sulla «durata eterna»
Si legge spesso che il materiale insufflato dura per sempre e non si assesta mai. La verità è più semplice: un materiale posato a saturazione, alla densità giusta, non si assesta. Un materiale posato in fretta e a densità insufficiente si assesta eccome, e dopo qualche anno la parte alta della parete torna fredda. La differenza non è nel prodotto, è in quanto ce ne metti dentro e con quale pressione. È la ragione per cui il lavoro va fatto da chi fa solo questo.
Cosa noti, e quando lo noti
| La sera stessa | La parete perimetrale non è più fredda al tatto. È l’effetto più immediato e il più facile da verificare da soli: appoggia la mano al muro prima e dopo. |
|---|---|
| Nei giorni successivi | La temperatura in casa diventa più uniforme e i termosifoni restano accesi meno a lungo per mantenere gli stessi gradi. |
| Nell’inverno | Il consumo di gas cala. Di quanto dipende dalla tua casa: te lo possiamo misurare confrontando le bollette, non promettere in anticipo. |
| Sull’umidità | Le muffe da condensa negli angoli si formano perché la superficie del muro è troppo fredda. Alzando quella temperatura, la condensa si riduce o scompare. Vale per la condensa, non per l’umidità di risalita dal basso. |
| Sul rumore | L’attenuazione riguarda i rumori aerei che entrano dalla parete: traffico, voci. Il miglioramento è reale ma è secondario rispetto a quello termico, e non riguarda i rumori dal piano di sopra. |
| D’estate | La parete si scalda più lentamente e le stanze esposte a ovest restano vivibili più a lungo nel pomeriggio. L’effetto sul caldo è minore che sul freddo, perché d’estate il calore entra soprattutto dal tetto e dalle finestre. |
Isolamento acustico delle pareti: quanto se ne guadagna
L’insufflaggio è un isolamento termoacustico, e la seconda metà della parola va presa per quello che è: un effetto reale ma secondario rispetto a quello termico. Riempire l’intercapedine toglie la camera d’aria che fa da cassa di risonanza nello spessore del muro. Chi cerca l’insonorizzazione delle pareti come scopo principale, però, deve sapere prima su cosa incide e su cosa no.
| Rumori aerei dall’esterno | Traffico, voci, cani: arrivano attraverso la parete perimetrale, ed è lì che l’isolante lavora. È il caso in cui si nota di più. |
|---|---|
| Rumori dal piano di sopra | Passi, sedie spostate, calpestio: viaggiano nel solaio, non nella parete perimetrale. L’insufflaggio dei muri non fa quasi nulla. |
| Rumori dal vicino di casa | Il muro divisorio fra due appartamenti di norma non ha intercapedine: se non c’è la camera, non c’è niente da riempire. |
| Da finestre e cassonetti | Sono la via d’ingresso più frequente del rumore in una casa vecchia, e non è un lavoro che facciamo noi. Isolare i muri e lasciare i serramenti com’erano delude quasi sempre. |
| Quanto, in numeri | Non lo pubblichiamo. L’attenuazione acustica di una parete si misura in opera, dipende da spessore, materiale e da quanto rumore passa dalle altre vie: un numero preso da una scheda di prodotto non descriverebbe casa tua. |
Fra i materiali che usiamo, la lana di roccia è la più densa ed è quella che scegliamo dove l’attenuazione acustica conta quanto il risparmio; la fibra di cellulosa ha anch’essa un buon comportamento sul rumore. Se il tuo problema è soprattutto il rumore e non il freddo, dillo alla verifica: cambia il materiale che proponiamo, e a volte cambia la risposta.
Prima la verifica, poi il preventivo
Non preventiviamo niente senza aver guardato dentro il muro. Veniamo, misuriamo l’intercapedine in più punti, ti lasciamo l’esito per iscritto. Se non è idonea, la verifica te l’abbiamo comunque fatta gratis.